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Nuvolera – Giorno 46

1 Ottobre 2022

1 settembre, ecco finito anche Agosto. Confidiamo che nel lasciarci alle spalle questo mese, possiamo dimenticarci anche del grande caldo sopportato fino ad oggi. Ma dalle previsioni, questo non sembra fattibile. I 36 – 37 gradi ci seguono ormai come un’ombra da inizio luglio e sembra vogliano essere partecipi anche loro di questo meraviglioso Tour estivo. Oramai ce ne siamo fatti una ragione, e come ogni giorno li carichiamo sul camion come simpatici e appiccicosi compagni di viaggio. I raggi di sole, per non essere da meno, bussano ai vetri del camion chiedendo ospitalità. Mi torna alla mente la canzone di Loredana Berte (E la luna bussò ndr) ma con protagonista il sole anziché la luna. Provo a canticchiarla mentre, finestrini ben sigillati, appoggio il sedere sul sedile bollente e avvio il camion accendendo il climatizzatore: E il sole bussò ai finestrini del camion “Fammi entrare” lui rispose di no! Quindi scavalcò le finestre del tempo e …non se ne andò… Scommetto che l’avete canticchiata con me…  

I ragazzi mi guardano straniti, fanno spallucce, e sembrano chiedersi: “ Ussignur! che viaggio ci aspetta oggi? Fortuna che la strada per arrivare a Nuvolera è poca”. E salgono sconsolati sul camion. 

Arriviamo velocemente a destinazione. Il silenzio che avvolge il paese viene interrotto solo dal passaggio di qualche autovettura, la gente preferisce ancora stare in casa, almeno nelle ore più calde. Chiediamo lumi su dove posizionare il carrozzone, visto che la piazza non è molto grande. Decisa la posizione, Cotoletta inizia con i ragazzi le fasi di scarico, il silenzio che avvolgeva il paese viene spezzato dal rumore delle cinghie, che trattengono sul pianale il carrozzone e che vengono sganciate Slang! Stocc!”, scendono tavolo e panche. “Gniiihh!!! Gniiihh!”  le rampe di alluminio fanno attrito sul pianale facendo un rumore stridulo. Ora iniziano le operazioni di discesa del carrozzone ed è un concerto di suoni, a noi ormai familiare, ma che attira l’attenzione di alcuni avventori del bar difronte alla piazza. Un po’ straniti da tanto frastuono si guardano e sghignazzano. Ecco che si inizia con i “Bip! Bip! Bip!” dei segnalatori acustici, per passare al “Vhuuuuuiii” del pianale che si allinea all’asfalto. L’argano, che lentamente fa scendere il carrozzone, vuole anche lui far sentire il suo suono e si unisce al concerto con un “Zzzzéééé” ovattato e prolungato fino alla completa discesa del carrozzone, il “Fermo!” delicatamente pronunciato da Nicolas, rimbomba nella piazza, è il segnale che il carrozzone è arrivato a terra. Qualche manovra ed eccolo in posizione.  

Slang! Stocc!”, “Gniiihh!!!! Gniiihh!!!”, “Bip! Bip! Bip!”, “Vhuuuuuiii”, “Zzzzéééé” 

Anche questo è il Carrozzone! 

Gli avventori del bar nel frattempo si sono goduti le operazioni comodamente seduti al tavolino sorseggiando una bibita fresca. Li guardo con un pizzico d’invidia pensando alla loro bibita, e assieme ai ragazzi riprendo l’attività. Quando tutto è montato ci sediamo all’ombra e dal frigo portatile recupero la borraccia dell’acqua. Le piastre di ghiaccio hanno fatto il loro lavoro, intorno alla borraccia si è creata tutta la condensa, le gocce scivolano lungo tutto il recipiente avvolgendomi la mano, una sensazione di fresco mi pervade, il mio sguardo va ai signori seduti al bar mentre lentamente svito il tappo. Pregusto già il momento di quando il fresco liquido invaderà la bocca per scendere fin giù nello stomaco. Alzo la borraccia verso questi nuovi amici, in segno di brindisi e … Aaahhh! Che meraviglia l’acqua fresca, le labbra sembra non si vogliano più staccare, mentre avidamente la ingurgito fino a quasi terminala. Mi sento rinascere.  

Arrivano in piazza accompagnati dalla Felicita, anche i ragazzi del Fobap: Livio, Laura, Simone, Nicolò e Paolo. Sono attori ormai esperti, visto la quantità di date fatte fino ad oggi, e vista la loro esperienza, si informano sui ruoli che avranno durante lo spettacolo. A cena ci sarà la pizza e siamo quindi sicuri che Jordy ( Fiordy per gli amici), l’altro nostro sassofonista, sarà presente, lui ne va ghiotto e chiede sempre se nel menù della serata è prevista questa prelibatezza. 

E’ sera il pubblico occupa ormai tutte le sedie, è il momento di ringraziare l’amministrazione comunale e andare in scena con “Il sarto delle parole!” 

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